Stoccolma, o del Baltico sulla terra ferma

Posted on ottobre 26, 2016, 3:56 pm
3 mins

Stoccolma: sull’origine del nome della città, non vi è documentazione sufficiente, maggiori le informazioni geo-storiche, quattordici isole – che si affacciano sul Baltico – costituiscono il tessuto urbano della città, sulle cui strade le mie gambe mossero passi decisi ma leggeri; città di numerosi musei storici e artistici, glissando sul museo dedicato ad un noto gruppo musicale pop degli anni 80, gli Abba, e su quello dedicato al leggendario personaggio televisivo, Pippi calze lunghe, la scelta è vasta ed eterogenea: arte, antropologia, cultura pittura, storia.
Alla città sono legati alcuni nomi del cinema e dello spettacolo e delle esplorazioni. È passato qualche anno, che ha inciso sulla pelle quanto sulle capacità delle meningi, ma per fortuna è l’aver isolato un momento, una esperienza, che richiamata alla mente porta con se una serie di cordoncini ad ognuno dei quali sono legati ricordi, codici della memoria, insomma; mi riferisco ad un piccolo viaggio in nave (8 ore complessive, dalla Svezia fino alla prima isola della Finlandia.

Inizio corsa: un paio di ore dribblando verdi isolotti, poi mare aperto accarezzati da un forte vento che si accaniva sui capelli, scompigliandoli, assieme ai pensieri, poi nel resto del soggiorno immagini sparse e musei, prima dei musei una passeggiata nel quartiere vecchio di Gamlastam, abitato sin dal 1200; (con piccoli nuclei familiari che camminavano imperturbabili sotto una persistente e pungente pioggerellina, nonostante i figli piccoli nel carrozzino.
Immediatamente dopo, per bellezza vale la pena di recarsi al galeone di Vasa, l’unica nave del ‘700 integra aL 95%, in questo caso però parliamo di un vascello ornato da 500 sculture ligneee fornito di 60 cannoni, lungo 62 metri, perfettamente conservate dal mare, dove è rimasto sepolto dal 1628, data della sua inaugurazione e affondamento.
Museo dal 1990, dopo il recupero del 1961, è il più più visitato della Scandinavia. Infine, ma non meno bello e importante, Skansen, primo museo all’aperto del mondo, fondato nel 1891, trasferendovi circa 150 case e fattorie, da vari luoghi della Svezia smontate e lì ricostruite, vi sono inoltre botteghe di artigianato, nello stesso tempo oltre che da museo funziona anche come teatro, perché tutti sono in vestiti d’epoca e vi si svolgono anche brevi rappresentazioni di vita quotidiana. In Italia ne scriveva già Ojetti alla fine dell’Ottocento.

Poi ci sono musei dedicati alla cultura scandinava e vichinga. Non dimentichiamo, per concludere, il ruolo della Scandinavia in generale e di Stoccolma in particolare per il movimento Beat degli anni ’60; la città divenne meta di tutti coloro che sognavano di sfuggire all’asfissiante civiltà occidentale, considerando una sosta a Stoccolma, o ad Amsterdam come prima tappa di un lungo viaggio di liberazione, intanto si muovevano alla scoperta di esperienze sessuali inimmaginabili, per esempio, in Italia.
Le testimonianze scritte sono tante, ad esempio, provos per Amsterdam e per Stoccolma, i ricordi di Gerbino, ‘Viaggi’, fondatore, successivamente, in Italia della rivista Mondo Beat e del movimento giovanile del quale intendeva essere espressione.

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