“Quello che mi importa è grattarmi sotto le ascelle”. Fernanda Pivano intervista Charles Bukowski.

Posted on Dicembre 01, 2016, 5:14 pm
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Non mi risulta che sia stata ancora formulata una “etica” dell’intervistatore; ma sarebbe necessaria. Per l’intervistato, invece no; costui è un elemento libero nella catena che unisce (non solo dialetticamente) i due poli che si confrontano. Proprio per questo le domande dovrebbero risultare pulsanti, energiche, rigorose (compito essenziale per colui che le formula): per dare una linea guida ad un percorso che potrebbe divenire ‘astratto’, indefinito e indecifrabile. La Pivano non si è attenuta a questa esigenza, e Bukowski ne sembra annoiato: le sue risposte (a domande senza ‘forza’) risultano poco incisive, disinteressate. Per rendere con una immagine: la Pivano parla, e Bukowski si ‘gratta le ascelle’ (così si da anche una giustificazione al titolo). Se non altro, però, nell’indifferenza come risposta, Bukowski ha riversato, attraverso le parole, la sua indifferenza esistenziale: nei confronti del l’uomo, ma soprattutto della natura. Questo mi è sembrato un elemento molto utile per definire il pensiero di Bukowski, che diventa, quindi, anche un motivo di utilità di questa lettura; addirittura, questo che sembra un sottofondo fondamentale nello stile di vita di Bukowski, crea un ponte (seppur improponibile dal punto di vista estetico) con il dandismo . Insomma, ancora una figura per rappresentare questo incontro, questa volta un diagramma, che con le sue linee ascendenti e discendenti, disegna un movimento che si può definire così: noia nichilista contro disinteresse creativo.

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