Come nasce l’idea dei Notturni?

Durante una notte, appunto, dello scorso marzo 2015. Una di quelle notti insonni che porta consiglio. O altro… Perché non dedicare un volume alla notte? Alla parentesi spaziale e temporale tra una luce diurna e l’altra? “I giorni vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome”. Così soleva lo scrittore bulgaro Elias Canetti. Notte è il suo nome. Notte è il campo di battaglia amorosa o di morte della luce e delle tenebre. Notte nel silenzio dei rumori. Notte tra cielo e terra, mistero, enigma e fascino… Tramonto, notte, alba e giorno in un movimento centrico e concentrico… Notte!

Chi sono gli autori che ti hanno accompagnata nella scrittura della notte?

È proprio nella notte e per la notte che undici “penne” si sono riunite nella realizzazione di questo volume. Splendidi autori, eterogenei tra loro, che non hanno bisogno di biglietti da visita perché ben conosciuti dal pubblico per la loro bravura e poliedricità. E con i quali ho collaborato sempre con grande soddisfazione, mia e loro. Accompagnati da una prefazione, profonda come la notte, di Sandro Giovannini e da una postfazione notturna che scivola via dalla penna di Lewis Stavion come all’approssimarsi del sole sorgente… La notte è gialla per Giorgio Ballario, a suon di rap per Daniele Mattia Coresi ed artistica per Graziano Cecchini. La notte è un viaggio per Roberta Di Casimirro e sul filo del disagio sociale per Augusto Grandi. La notte respira tra i fantasmi di Gabriele Marconi e la guerra di Mario Michele Merlino, senza tralasciare il sonno ed il sogno di un io-non-io di Miro Renzaglia. Ed ancora spiriti poetici ed animi eroici quelli che respirano nella notte di Luca Leonello Rimbotti e nel tributo notturno a David Bowie ed ai suoi “Heroes” di Davide Sabatini («We can be heroes, just for one day»). Si chiude, alfine, la notte del lettore con un mio gotico tanghero ed argentino.

Ma veramente la notte termina nell’approssimarsi del giorno, viene così da chiedersi?

Lo scrigno della copertina dei Notturni, sfumato in un tono blu, della brillante grafica Allegra Condorelli, nasconde altro e ad altro conduce in un onirismo a dir poco lucido e traslucido. Lasciamolo decidere ai lettori unitamente  – a chiudere – alle parole della sacerdotessa del rock, Patty Smith: “Le persone che si amano possono essere separate dalle circostanze della vita ma, anche se solo in sogno, la notte appartiene a loro”. Sempre.

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