Kyōiku mama, Mamma o Matrigna?

E’ un termine della lingua giapponese, che definisce quelle madri che a scapito del benessere psico-fisico e sociale del proprio figlio, lo spingono, superando ogni limite, a studiare e ad applicarsi per raggiungere i necessari risultati scolastici.
Posted on giugno 28, 2017, 10:26 am
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Nella complicata società giapponese c’è una figura che sta diventando un sempre più solido pilastro della cultura nipponica, la Kyōiku mama 教育ママ, letteralmente «madre istruzione».

E’ un termine della lingua giapponese, usato con disprezzo e che definisce quelle madri che a scapito della salute, del benessere psico-fisico e sociale del proprio figlio, spingono il proprio bambino, in maniera inarrestabile e superando ogni limite, a studiare e ad applicarsi per raggiungere i necessari risultati scolastici per accedere alle migliori e prestigiose università, che garantiranno ottimi impieghi e impareggiabili privilegi nella società.

Il fenomeno Kyōiku mama  ha le proprie origini nel Giappone del dopoguerra, quando il Paese investì parecchie risorse per migliorare ed accelerare il programma educativo; i bambini dovevano primeggiare tra i coetanei per poter così permettersi l’entrata nei più ambiti istituti scolastici, pertanto, la loro selezione e i loro esami d’amissione iniziavano già all’asilo nido.

La situazione per i giovanissimi studenti nipponici, peggiorò negli anni settanta, ovvero quando iniziarono ad aprirsi scuole speciali per incrementare notevolmente i risultati scolastici dei ragazzi. Fu così che quasi il 70% dei giovani giapponesi fu costretto ad intensificare le ore di studio, dopo aver  frequentato il normale svolgimento delle lezioni nelle scuole regolari, nelle juku  学習塾, che potremmo tradurre con i termini «dopo scuola preparatorio», oppure «scuola privata preparatoria»,  fino a tarda serata, rientrando a casa anche dopo la mezzanotte. Oltre a studiare materia umanistiche, economia e diritto, scienze e tecnologie, fisica, chimica, ingegneria, lingue straniere, in particolar modo l’inglese, i giovani nipponici dovevano eccellere anche in discipline quali il kendō, la pratica della calligrafia giapponese shodō, il calcolo con l’abaco orientale e lo studio del pianoforte.

In seguito, negli anni ’80, si ebbero diversi suicidi legati al mondo della scuola: scolari e studenti delle elementari e delle medie si tolsero la vita per le troppe pressioni scolastiche. Ciononostante, alcuni studiosi occidentali sottolinearono che gli ottimi risultati, l’alta ed ineguagliabile preparazione degli studenti giapponesi era dovuta proprio grazie alla guida e al sostegno di questa inspiegabile figura della Kyōiku mama. Infatti, queste premurose madri trascorrevano il loro tempo seguendo e sostenendo i loro figli durante tutto l’andamento scolastico incoraggiandoli, confortandoli e preparando pasti caldi anche durante l’intera notte trascorsa a studiare. Tuttavia, anche se le madri erano convinte di agire per il bene dei propri figli, in poco tempo, gli effetti negativi e controproducenti  non esitarono a presentarsi, di fatto, i voti dei ragazzi diminuirono drasticamente e le medie si abbassarono registrando perdite di posti in classifica rispetto ai voti degli studenti di altre nazioni. Si verificarono, inoltre, fenomeni ancora più preoccupanti: problemi sociali legati alla mancanza di rispetto verso le autorità creati da studenti ribelli che si rifiutarono di andare a scuola e di studiare. Si propagò tra i giovani un forte risentimento verso gli insegnanti, i genitori e la vita che portò ad un allarmante sentimento di stanchezza, fastidio, disgusto verso ogni cosa, mukatsuku むかつく. In alcuni casi, i giovani giapponesi non vollero più uscire dalle proprie stanze, quest’ultimi furono in seguito chiamati Hikikomori 引き籠もりletteralmente «stare in disparte» oppure «isolarsi». Le madri furono dunque accusate di forzare troppo i ragazzi fino persino a farli ammalare seriamente per ottenere una personale realizzazione.

Nel 2002 il Ministero dell’Istruzione cercò di rimediare introducendo nuove riforme,  fece tagliare del 30% le ore di frequentazione in maniera tale che gli studenti potessero studiare insieme in gruppo e che avessero più tempo libero da dedicare al percorso di studio scelto e non imposto.

Se si crede che la situazione sia migliorata, ci si sbaglia. La kyōiku mama ora agisce anche nelle università. Infatti, quando ci sono gli esami d’ammissione nazionali per accedere ad università importanti, le madri accompagnano i figli ed assistono agli esami all’interno delle aule, prendono un alloggio vicino alla sede per essere di conforto e supporto al proprio figlio durante la notte, si tortura finché i risultati non sono usciti. Se non è d’accordo con l’esito degli esami o con il metodo di insegnamento, oppure, se reputa non idoneo qualche docente, richiede colloqui personali, organizza delle raccolte firme per scacciare professori, secondo loro inadeguati.

Oggi il fenomeno kyōiku mama è esteso a tutti i Paesi asiatici che hanno avuto un notevole miglioramento in termini economici e di profitto. Ci sono «madre istruzioni» in Cina, le cosiddette «mamma tigre», che accusano noi Occidentali di crescere i nostri figli come dei bamboccioni. Secondo uno studio portato avanti dalla professoressa Su Yeong Kim dell’ Università del Texas sui figli di famiglie sino-americane, dopo la pubblicazione nel 2011 del libro scandalo di Amy Chua, Il ruggito della madre tigre, si è notato che i bambini cresciuti con questi modelli hanno i peggiori esiti scolastici, sono affetti da problemi psicologici di alienazione familiare, rispetto ai nostri bambini allevati con più comprensione. Infine, la ricerca ha determinato che in realtà non sono solo le madri ad essere così esigenti, anche i padri fanno del loro meglio verso i propri figli.

 

 

Fonti Bibliografiche

Jonathan Nathan, Japan Unbound, New York, Houghton Mifflin Company, 2004.

Joe Joseph, The Japanese: Strange But Not Strangers, Londra, Viking, 1993

Merry I. White, Perfectly Japanese: Making Families in an Era of Upheaval, Berkeley, University of California Press, 2002

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