Il natale dei pagani delle Alpi

“Quando il sole scompare dietro alle cime dei monti e le tenebre avvolgono la vallata, dai boschi escono i Krampus…“
Posted on Dicembre 25, 2016, 12:38 pm
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Da oltre 5 secoli, ogni  5 dicembre dal Trentino Alto-Adige, al Friuli Venezia-Giulia, passando dalla Baviera all’ Austria, fino alla Slovenia, avviene un evento legato alle festività natalizie: la sfilata dei Krampus. Questi diavoli travestiti da caproni con le torce accese aspettano la sera, quando tutto è buio, per scendere dai passi di montagna, sbucare fuori dai boschi e dalle foreste per spargere terrore, panico, confusione e paura tra i bambini, ma presto arriva San Nicolò e l’ordine e la tranquillità ritornano. Questo è il Natale in queste terre. La festa inizia con la discesa di questi uomini-caproni che urlando e sbraitando, scuotendo rumorosamente campanacci e catene, afferrano ogni bambino che incontrano, strattonandolo e frustandolo con rami delle fascine raccolte, cercano di farlo “morire“ di terrore, oppure, con malizia,  di convincerlo ad unirsi a loro. Ovviamente nessuno viene ferito, questi Fauni dispettosi ululano, rincorrono e spingono tutti, anche “i più grandi“. Fra gli spintoni e gli strilli della gente il clima si fa sempre più caotico. Il fumo delle torce accese crea confusione e scompiglio, sono momenti concitati e di delirio. Ma ecco che arriva San Nicolò che placa i diavoli, legandoli con catene al suo carro e così la sfilata finisce, il Bene ha vinto sul Male, ancora. Questa è la versione cristiana, che si basa su di una leggenda. Si narra che in tempi lontani durante un gelido inverno,  dalle montagne un gruppo di uomini  travestiti da caproni con maschere spaventose e torce, scesero nelle vallate e spaventando a morte la popolazione, saccheggiarono quel poco che c’ era nei villaggi. Alla fine della scorribanda, quando gli uomini ritornarono al loro nascondiglio, si accorsero che con loro c’ era uno sconosciuto che non aveva piedi ma zoccoli e che quella che indossava non era una maschera, insomma era il Diavolo in carne ed ossa.  Chiesero aiuto a San Nicolò che sconfisse il Diavolo e la calma di nuovo tornò nelle vallate. Tuttavia, l’ origine della festa si è persa nella notte dei tempi. Pare che si tratti del culto pagano legato al Dio Fauno che si celebrava proprio il 5 dicembre. Altre ipotesi sostengono che in queste zone di confine tra le varie culture quella germanica, latina e slava, si siano mescolate diverse tradizioni e riti e questa festa ne sia il risultato. Alcuni, invece, pensano che la paura arcaica per la stagione del freddo e del gelo, per il sopraggiungere del buio e delle tenebre, la gente di queste terre che viveva di agricoltura e allevamento fece dei riti collegati al solstizio d’ inverno per esorcizzare demoni e spiriti silvestri che abitavano nelle foreste, riti che coinvolgevano tutta la comunità, soprattutto i più giovani , riti d’ iniziazione, di passaggio all’ età adulta, all’ età delle scelte. Oggi è San Nicolò la figura che combatte le tenebre portando doni e regali durante la notte e che i bambini troveranno l’ indomani appena svegliati.

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