Il design italiano negli anni ‘30.

Posted on novembre 08, 2016, 6:52 pm
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Per parlare dello sviluppo del design negli anni ’30 del secolo scorso è necessario prima fare alcuni accenni sulle riviste di design nate proprio in quel periodo. Nel 1928 viene fondata da Marangoni “La casa bella” ; nel 1933, con Pagano e Persico muterà il nome in “Casabella”e i due le daranno un’impronta vicina alla concezione razionalista nell’arredamento, nel design ed anche nell’impostazione grafica. Nel 1928 anche Gio Ponti fonda una rivista: “Domus” che si pone nettamente più vicina al gusto Novecento (nonostante il suo fondatore sia uno tra i progettisti più eclettici che abbiano caratterizzato l’esperienza italiana). Altra rivista da ricordare è “Pegaso”, fondata da Ojetti su posizioni conservatrici che avranno poco successo. Per quanto riguarda il design, che sta in questi anni finalmente emergendo, le sue prime realizzazioni non sono veri e propri oggetti ma allestimenti. Ricordiamo nel 1934 la Sala delle Medaglie realizzata da Persico e Nizzoli, due negozi Parker a Milano sempre di Persico e Nizzoli e il Bar Graia realizzato da Luigi Figini e Gino Pollini con l’aiuto di Baldessarri. Molto importanti e particolari sono le esperienze lavorative fatte da Baldessarri e Nizzoli. Il primo aderì all’architettura razionalista dandole però una particolare impronta futurista e nei suoi mobili sono facilmente riconoscibili forme antropomorfe, il suo pensiero voleva “fare dell’architettura una scultura”. Il secondo è un designer molto originale che segue un particolare percorso: inizialmente lavora come pittore e poi come illustratore (i primi lavori li farà per le acciaierie di Cornigliano a Genova) con gusto Novecento, passerà a progetti veri e propri di grafica ed ad allestimenti, da questo dedicarsi alla presentazione degli oggetti nascerà poi l’interesse per la progettazione degli oggetti stessi lavorando per Olivetti. Realizzata per la Biennale di Monza del 1930 va ricordata la “Casa elettrica” realizzata da Figini e Pollini e sponsorizzata dalla società Edison: un progetto di casa moderna non solo per la disposizione degli arredi ma anche per la presenza dei primi elettrodomestici. Nella nostra nazione si avranno numerose sperimentazioni in campo radiofonico appoggiate dal regime fascista che vedeva nella radio un ottimo mezzo di diffusione delle proprie idee ed anche di controllo della comunicazione. E’ lo stesso regime ad organizzare l’Associazione Nazionale del Grammofono e ad indire numerosi concorsi per la realizzazione di apparecchi radio. Nel 1933 il concorso bandito dalla Triennale di Milano in collaborazione con la Società Nazionale del Grammofono è vinto da un progetto di Figini e Pollini: una radio a forma di parallelepipedo sorretta da quattro tubolari. Un progetto di radio interessante è quello realizzato da Albini con due lastre di securit che lascia trasparire l’anima elettrica e meccanica dell’apparecchio. L’impiego di materiali autarchici (faesite, masonite, securit, anticorodal, gommapiuma, linoleum) da un notevole impulso alla sperimentazione. Ma il vero e proprio debutto del design italiano nel mondo della produzione industriale avviene per via di tre importanti oggetti: la Olivetti Studio 42 (nel 1935) progettata da Figini e Pollini con l’aiuto, nella parte grafica, di Xanty Schavinsky e, nella parte meccanica, Luzzati, primo oggetto di design ad essere prodotto serialmente in Italia; il Radioricevitore Phonola progettato nel 1940 dai fratelli Luigi e Pier Giacomo Castiglioni insieme a Luigi Caccia Dominioni; l’Addizionatrice Summa progettata da Marcello Nizzoli nel 1940 come suo primo progetto per la Olivetti. Nonostante sia vero che l’Italia si trovi in ritardo nello sviluppo industriale rispetto alle altre nazioni, va detto che gli anni ’30 hanno un forte impulso il settore automobilistico: nel 1928 viene prodotta la Lancia Lambda, un modello di torpedo con carrozzeria portante. Mario Revelli inizia i primi crash test per rendere le auto sicure all’urto e progetta alcuni modelli molto innovativi. E’ in questi anni che Dante Giocosa propone il primo modello di Fiat 500.

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