Il celebre Vidocq, galeotto e poliziotto

Posted on Dicembre 17, 2016, 12:58 pm
FavoriteLoadingAdd to favorites 4 mins

Eugene Francois Vidocq (Parigi 1775-1857), piccolo delinquente fin da giovane, viene imprigionato nel 1797 per crimini non bene identificati; nelle sue memorie parla, contraddicendosi tuttavia nei particolari e nelle date, di alienazione di beni materni, di diserzione dal servizio militare, di quindici duelli combattuti in sei mesi. Già durante la prigionia si mette a disposizione come informatore della polizia ed è probabile che la sua famosa evasione, del 6 marzo 1800 dal carcere di Tolone, sia stata organizzata in cambio di qualche servizio. Nel 1811, viene chiamato a dirigere la Sûreté, servizio di polizia composto da ex detenuti con il compito di infiltrarsi nella malavita, ma nel 1827 è costretto a dimettersi perché sospettato di essere implicato in quei medesimi furti di cui poi arrestava gli autori per incassare la taglia. Negli anni successivi svolge attività clandestine al servizio della pubblica sicurezza e durante la guerra è incaricato di spionaggio; dopo un breve ritorno a capo della polizia parigina, fonda infine il Bureau des Renseignements, la prima moderna agenzia investigativa. Quando muore nel 1857, ha già dietro di sé una lunga scia di storie leggendarie.

L’importanza di Vidocq risiede nella sua natura ambigua di criminale che è al tempo stesso un eroe; i suoi metodi d’indagine sono approsimativi, ma in compenso possiede una straordinaria abilità di trasformarsi e travestirsi. L’ambiguità, che raggiunge il culmine emozionale al momento dell’agnizione, è la qualità che fa di Vidocq l’eroe tipico della letteratura popolare, al di sopra e al di fuori delle categorie etiche comuni. Mentre da un lato il personaggio di Vidocq prosegue la sua vita autonoma nella saga dei racconti popolari, dall’altro i suoi diari, hanno rivelato ai romanzieri dell’Ottocento il mondo complesso e affascinante della miseria e della criminalità urbane.

Attingono alle sue memorie gli affreschi sociali di Sue e Balzac e la tipologia dei misteri delle città; lo stesso Gaboriau dà al suo personaggio, non più ambiguo ma positivo in tutti i sensi, un nome che è un eco del primo: Monsieur Lecoq. Dal tema della criminalità organizzata si ramifica attraverso passaggi successivi un altro filone prettamente popolare: quello della setta, che si condensa, per esempio, attorno ai racconti della Mano Nera. In Inghilterra, dove si mescola ad istanze sociali preesistenti e all’esaurirsi del romanzo dell’orrore, l’influsso di Vidocq è meno riconoscibile, ma sono gli autori stessi a dichiararlo. Già nel 1784 William Godwin aveva pubblicato Caleb Williams, primo “crime novel” progettato per affermare le opinioni politiche trasgressive dell’autore.

Invece un ammiratore e lettore del criminale-poliziotto francese fu Bulwer Lytton, autore di romanzi carichi di simbologia esoterica, ma anche di un giallo, tradotto in italiano con il titolo “Il mistero del medaglione”. Vidocq è stato il protagonista  di una serie di racconti illustrati in fascicoli, pubblicati da Mondadori nel 1910-1911, traduzione della serie originale Vidocq, le roi des voleurs, le roi des policiers. Nel 2001 è uscito un film diretto da Pitof, Vidocq, la maschera senza volto con Gerard Depardieu nel ruolo del famoso investigatore che si trova implicato in un indagine su un misterioso assassino noto come l’Alchimista.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.